Debora Hirsch – Americanlifetime
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di Daniela Trincia
da
Roma, 13.12.2004 | |
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L’utilizzo parallelo e contemporaneo di mezzi diversi č quello che piů frequentemente si sottolinea nei lavori di Debora Hirsch (San Paolo del Brasile, 1967). E anche nella prima personale nella romana Galleria V.M.21 ARTECONTEMPORANEA, inaugurata il 4 dicembre e visitabile fino al 5 febbraio 2005, sono esposte opere realizzate con tecniche varie: C-print, video, pittura ad olio, fotografia digitale. Dai primi lavori come pittrice, che l’hanno imposta nel panorama dell’arte entrando a far parte nondimeno di collezioni d’arte pubbliche -č esempio la Galleria d’Arte Moderna di Verona- č passata alla fotografia, poi ai video ed ora, lavori realizzati con le diverse tecniche, convivono senza alcuna distinzione, come parole di un unico linguaggio.
Suggestive e accattivanti, tutte le opere esposte, appositamente realizzate per la mostra, esprimono con chiarezza la riflessione dell’artista sullo scorrere e sulla fragilitŕ del tempo, sulla caducitŕ e illusorietŕ della bellezza e della fama, sui cambiamenti legati alle tecnologie. Interesse quest’ultimo espresso con i C-print “Time internet isometrics” e “Life internet isometrics” risultati dell’indagine sul linguaggio: parole cariche di significato, come “tempo” e “vita”, sono state introdotte in un sistema di ricerca internet e, attraverso i risultati ottenuti, ha ricavato delle curve isometriche successivamente campite di squillanti colori. Le parole/idee sono sassi che lanciati si propagano come i cerchi concentrici nell’acqua.
Iperrealisti e collegati alla serie “Item” e “File” –anagrammi rispettivamente di Time e Life, le due riviste che per eccellenza sono state per anni la vetrina del mondo occidentale– sono i ritratti di Arnold Schwarzenegger e Nicole Kidman, Quentin Tarantino e Uma Thurman. Ma il suo č un iperrealismo cosě reale da allontanarsi dalla realtŕ per le imperfette proporzioni che contemporaneamente ritraggono particolari troppo piccoli o troppo grandi. Mentre nel dittico “So What?”, rappresentante il famoso personaggio nato dalla fantasia di Chester Gould, Dick Tracy, ed il celebre ritratto di Piero della Francesca di Federico da Montefeltro duca di Urbino, rimandano alla matrice pop dell’artista e rivelano una sua vena ironica e sarcastica.
Altro uso particolare della tecnologia č applicato nel singolare dittico “U.S. (Unknown Soldier)” e nel video “Cluster Memories”.
Composto da un’originale ready-made e da una stampa fotografica digitale, “U.S.” presenta in una cornice un piccolo anonimo soldatino di plastica privo di una definita fisionomia, nell’altra una fotografia ingrandita dello stesso che, attraverso il digitale, appare di cera e acquista una fisionomia ma di orrore: un milite ignoto innalzato a simbolo dei numerosi soldati impegnati e caduti in guerra. Anche nel video un altro volto č innalzato a simbolo, quello del capitano Willard, protagonista di Apocalipse Now –straordinario risultato cinematografico di “Cuore di tenebra”– sul cui viso scorre tutta la sceneggiatura del film sotto forma di titoli di coda. L’immagine fissa del capitano Willard, lo scorrere dei “titoli” e la colonna sonora dei Doors, sapientemente riescono a rappresentare il meccanismo della memoria e far provare l’amaro sapore della fine di molti sogni.
Galleria V.M. 21 ARTECONTEMPORANEA
Via della Vetrina 21
dal 4 dicembre 2004 al 5 febbraio 2005
dal lunedě al venerdě, dalle ore 10.30 alle ore 19.30
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