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Inaugurata il 18 settembre e aperta fino al 17 ottobre 2003 presso lo Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, la personale di Daniela Perego sin dall’emblematico titolo “Loro, annuncia che qualcosa č cambiato.
Con un’impostazione fedelmente di matrice fotografica, che al contempo unisce con un sottile filo rosso l’intera esposizione, il percorso muove dal trittico fotografico a colori. Una giovane donna s’indaga o indaga il suo doppio attraverso il sincero specchio. Curiositŕ e stupore si fondono nella scoperta di angoli o veritŕ inaspettati.
Prosegue con un video dove l’immagine mantenendo la centralitŕ fotografica, perde il caratteristico mutismo e fissitŕ, per esprimersi in un canto. La conclusione, ma anche un nuovo inizio o semplicemente la sintesi dei passaggi intermedi, finanche una risposta, č nel video, in bianco e nero, che č l’opera centrale dell’esposizione. Servendosi di una immaginaria enorme lente di ingrandimento, vengono cosě osservati quei nuclei che sono alla base della struttura associativa dell’uomo: la relazione, la coppia uomo donna. Come una gigantografia, gli sguardi, gli impercettibili movimenti dei due protagonisti, ammaliano lo spettatore che rimane catturato in attesa dell’aspettato loro congiungersi, e dopo minuti di attesa si desta dall’ipnosi provocata dalla proiezione e, disorientato, cerca dall’esterno un anticipo di risposta.
Qualcosa č cambiato. Precedentemente le opere dell’artista erano squisitamente concentrate nella “poetica dello spazio”, principalmente quello interiore, per andare oltre l’epidermide e rintracciare quelle peculiaritŕ dell’individuo - ricerca che si puň agevolmente rintracciare nella precedente personale dal titolo “Volti (1999). Poetica dello “spazio interiore” ora sostituito dall’analisi di come lo “spazio si relaziona con se stesso e con l’altro”. Ma anche un piccolo cambiamento nell’aspetto fisico in qualche modo comunica questa nuova direzione, di cui un timido annuncio era giŕ stato dato con l’installazione presso la “Vetrina” di Lipoli (ottobre 2002), dove in un video una piccola Trilly in bianco e nero, con movimenti ora lenti ora vertiginosi, sottolineava le fasi del vivere.
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